• Edizioni di altri A.A.:
  • 2022/2023
  • 2023/2024
  • 2024/2025
  • 2025/2026
  • 2026/2027

  • Lingua Insegnamento:
    ITALIANO 
  • Testi di riferimento:
    Testo di riferimento obbligatorio
    • E. Angner, Economia comportamentale. Guida alla teoria della scelta, Hoepli, Milano, 2017 (trad. di L. Canova; ed. originale: A Course in Behavioral Economics, 2ª ed., Palgrave Macmillan, 2016). L'edizione italiana Hoepli 2017 è l'edizione di riferimento e fa fede ai fini dell'esame; chi utilizzi la 3ª edizione inglese (2021) tenga presente che la struttura dei capitoli differisce. Il volume è oggetto d'esame per gli argomenti indicati nel programma esteso; le parti non richieste sono elencate per argomento sulla piattaforma didattica all'inizio del corso.

    Copertura del programma
    Il testo di riferimento non copre l'intero programma. I moduli 7 (cervello predittivo e neuroeconomia), 9 (decisioni economiche in ambito organizzativo), 10 (finanza comportamentale) e 12 (differenze di genere), nonché la trattazione della razionalità ecologica come impianto interpretativo (modulo 3) e il problema dell'ergodicità (modulo 4), sono coperti dalle letture obbligatorie elencate di seguito e dai materiali didattici a cura del docente — diapositive delle lezioni e dispense — resi disponibili sulla piattaforma didattica di Ateneo. Tali materiali sono a tutti gli effetti oggetto d'esame per i moduli indicati.
    Il materiale didattico oggetto d'esame consiste in un insieme definito e chiuso, pubblicato sulla piattaforma all'inizio del corso e non integrato nel corso dell'anno accademico. I materiali eventualmente resi disponibili in un momento successivo hanno carattere di approfondimento e non concorrono all'esame.

    Letture obbligatorie
    Le letture obbligatorie sono le otto voci seguenti, comuni a tutti gli studenti e a tutte le studentesse, e costituiscono l'intero apparato di letteratura primaria richiesto per l'esame: non è prevista alcuna lettura aggiuntiva a scelta. L'elenco è costruito in modo da fornire un riferimento primario a ciascuno dei moduli non coperti dal testo. Tutti i testi sono resi disponibili sulla piattaforma didattica; l'elenco, con l'indicazione delle eventuali sostituzioni, è pubblicato all'inizio del corso e costituisce il programma d'esame definitivo.
    • (Modulo 3) A. Tversky, D. Kahneman, Judgment under Uncertainty: Heuristics and Biases, Science, 1974.
    • (Modulo 3) G. Gigerenzer, W. Gaissmaier, Heuristic Decision Making, Annual Review of Psychology, 2011.
    • (Modulo 5) D. Kahneman, A. Tversky, Prospect Theory: An Analysis of Decision under Risk, Econometrica, 1979.
    • (Moduli 5 e 7) B. De Martino, D. Kumaran, B. Seymour, R. J. Dolan, Frames, Biases, and Rational Decision-Making in the Human Brain, Science, 2006.
    • (Modulo 9) F. M. Artinger, S. Artinger, G. Gigerenzer, C.Y.A.: Frequency and Causes of Defensive Decisions in Public Administration, Business Research, 2019.
    • (Modulo 10) R. J. Shiller, From Efficient Markets Theory to Behavioral Finance, Journal of Economic Perspectives, 2003.
    • (Modulo 12) B. M. Barber, T. Odean, Boys Will Be Boys: Gender, Overconfidence, and Common Stock Investment, Quarterly Journal of Economics, 2001.
    • (Moduli 2 e 11) Il dossier sull'efficacia del nudging, costituito da: S. Mertens, M. Herberz, U. J. J. Hahnel, T. Brosch, The Effectiveness of Nudging: A Meta-Analysis of Choice Architecture Interventions across Behavioral Domains, PNAS, 2022, con la relativa Correction, PNAS, 2022; M. Maier, F. Bartoš, T. D. Stanley, D. R. Shanks, A. J. L. Harris, E.-J. Wagenmakers, No Evidence for Nudging after Adjusting for Publication Bias, PNAS, 2022; S. Mertens, M. Herberz, U. J. J. Hahnel, T. Brosch, Reply to Maier et al., Szaszi et al., and Bakdash and Marusich: The Present and Future of Choice Architecture, PNAS, 2022. I quattro testi costituiscono un'unica voce del programma e vanno affrontati congiuntamente come esercizio di valutazione dell'evidenza: la critica e la replica degli autori fanno parte dello stesso dossier.

    Volumi di approfondimento (non oggetto d'esame)
    • F. H. Knight, Risk, Uncertainty and Profit, Houghton Mifflin, Boston, 1921 (capitoli sulla distinzione fra rischio e incertezza).
    • D. Kahneman, Pensieri lenti e veloci, Mondadori, Milano, 2012 (ed. originale: Thinking, Fast and Slow, Farrar, Straus and Giroux, 2011).
    • G. Gigerenzer, Imparare a rischiare, Raffaello Cortina, Milano, 2015 (ed. originale: Risk Savvy: How to Make Good Decisions, Allen Lane, 2014).
    • R. H. Thaler, Misbehaving: The Making of Behavioral Economics, W. W. Norton, New York, 2015 (trad. it. Misbehaving. La nascita dell'economia comportamentale, Einaudi, Torino, 2018).
    • R. H. Thaler, C. R. Sunstein, Nudge. La spinta gentile, Feltrinelli, Milano, 2009 (ed. originale: Nudge: Improving Decisions about Health, Wealth, and Happiness, Yale University Press, 2008).
    • R. J. Shiller, Euforia irrazionale, Il Mulino, Bologna, 2009 (ed. originale: Irrational Exuberance, Princeton University Press, 2000).
    • N. N. Taleb, Il cigno nero, Il Saggiatore, Milano, 2008 (ed. originale: The Black Swan, Random House, 2007).
    • A. Seth, Come il cervello crea la nostra coscienza, Raffaello Cortina, Milano, 2023 (ed. originale: Being You: A New Science of Consciousness, Faber & Faber, 2021).

    Ulteriori articoli scientifici, a lettura facoltativa, sono segnalati e resi disponibili sulla piattaforma didattica all'inizio del corso e, ove utile, nel corso delle lezioni: sono destinati a chi intenda approfondire singoli moduli, al lavoro applicativo facoltativo e a eventuali lavori di tesi. Non concorrono in alcun modo alla preparazione dell'esame, il cui programma è integralmente definito dal testo di riferimento, dalle letture obbligatorie e dai materiali didattici indicati sopra. 
  • Obiettivi formativi:
    Il corso mira a fornire una comprensione critica dei principali contributi teorici ed empirici dell'economia e finanza comportamentale. Gli studenti e le studentesse acquisiranno una prospettiva alternativa ai modelli economici tradizionali basati sull'assunzione di razionalità illimitata, analizzando i reali processi decisionali di individui e organizzazioni in condizioni di rischio, ambiguità, incertezza e risorse cognitive limitate, e impareranno a valutare la solidità dell'evidenza empirica su cui tali analisi si fondano.
    Risultati di Apprendimento Attesi:
    D1) Conoscenza e comprensione. Al termine del corso gli studenti dovranno:
    • conoscere il modello di scelta razionale (utilità attesa, sconto esponenziale, coerenza delle preferenze) nella sua funzione di benchmark normativo, e le principali teorie che ne documentano le violazioni: razionalità limitata, Teoria dei Prospetti, razionalità ecologica;
    • distinguere rigorosamente le condizioni di certezza, di rischio e di ambiguità/incertezza — queste ultime trattate come un'unica categoria — e conoscere le conseguenze del trattare un contesto di incertezza come se fosse un contesto di rischio;
    • comprendere le euristiche e i bias del giudizio e i meccanismi attraverso cui producono effetti economici osservabili, sapendo distinguere fra spiegazione prossima e spiegazione ultima;
    • padroneggiare i concetti chiave della disciplina: avversione alle perdite, dipendenza dal punto di riferimento, effetto dotazione, framing, contabilità mentale, present bias, preferenze sociali, reciprocità;
    • conoscere gli elementi essenziali della finanza comportamentale e i limiti dell'ipotesi di efficienza dei mercati;
    • conoscere i principali risultati relativi alle decisioni economiche in contesto organizzativo, incluso il fenomeno delle decisioni difensive, e i metodi con cui la neuroeconomia indaga i correlati dei parametri dei modelli di scelta, che restano stimati sul comportamento.
    D2) Capacità di applicare conoscenze e comprensione. Gli studenti dovranno essere in grado di:
    • applicare i modelli comportamentali per analizzare e prevedere decisioni economiche e finanziarie di individui e imprese;
    • riconoscere la struttura ambientale di un problema decisionale e stabilire quando una euristica frugale è preferibile a una procedura di ottimizzazione, e quando è vero il contrario;
    • riformulare l'informazione sul rischio in formati ecologicamente adeguati (frequenze naturali, rischi assoluti) e valutare l'effetto della riformulazione sulla decisione;
    • analizzare gli effetti dei fattori comportamentali sui mercati finanziari e sui processi decisionali aziendali (investimenti, budgeting, incentivi, prezzi, selezione dei fornitori);
    • progettare interventi di architettura delle scelte in contesti pubblici e organizzativi, formulandone il meccanismo atteso, gli indicatori di verifica e i limiti;
    • riconoscere i meccanismi decisionali che producono disparità di trattamento a parità di merito e individuare le procedure organizzative che li attenuano.
    D3) Autonomia di giudizio. Gli studenti dovranno saper:
    • valutare criticamente i limiti dei modelli fondati sulla razionalità illimitata e, simmetricamente, quelli delle spiegazioni comportamentali, distinguendo fra descrizione, previsione e prescrizione;
    • leggere uno studio empirico o sperimentale valutandone disegno, numerosità e composizione del campione, dimensione dell'effetto, distinzione fra evidenza correlazionale e causale, stato replicativo ed esposizione al bias di pubblicazione;
    • assumere una posizione argomentata di fronte a risultati contrastanti sulla stessa questione, come nel caso della meta-analisi sull'efficacia del nudging e della sua ri-analisi corretta per il bias di pubblicazione;
    • riconoscere i casi in cui un risultato molto citato non è sostenuto da una base probatoria proporzionata alla sua diffusione.
    D4) Abilità comunicative. Gli studenti dovranno saper:
    • esporre con lessico appropriato i modelli e l'evidenza empirica di riferimento, anche a interlocutori non specialisti;
    • comunicare informazioni quantitative sul rischio in modo non fuorviante, giustificando la scelta del formato adottato;
    • argomentare una proposta applicativa rendendo espliciti assunti, meccanismo ipotizzato, indicatori di verifica e incertezza residua.
    D5) Capacità di apprendimento. Gli studenti dovranno:
    • essere in grado di orientarsi autonomamente nella letteratura economica e finanziaria comportamentale, di risalire dalle trattazioni divulgative alle fonti primarie e di aggiornare le proprie conoscenze verificandone lo stato dell'evidenza;
    • saper ricostruire un dibattito scientifico ancora aperto a partire dalle fonti primarie che lo compongono, individuando le posizioni in campo e i punti effettivamente controversi: tale capacità è accertata sul dossier relativo all'efficacia del nudging, che comprende la meta-analisi, la sua correzione, la critica metodologica e la replica degli autori.
     
  • Prerequisiti:
    Non sono previsti prerequisiti formali.
    È richiesta la familiarità con nozioni elementari di statistica descrittiva e calcolo delle probabilità, normalmente acquisite nel corso di laurea triennale in Psicologia: in particolare distribuzioni di frequenza, probabilità condizionata, media e variabilità, nozione di significatività statistica e di dimensione dell'effetto.
    Non si richiedono conoscenze pregresse di economia: le nozioni di teoria della scelta, di economia aziendale e di finanza necessarie alla comprensione dei contenuti sono introdotte nel corso.
    Parte delle letture obbligatorie è in lingua inglese: è pertanto richiesta la capacità di lettura di articoli scientifici in inglese.
     
  • Metodi didattici:
    Lezioni frontali.
    Discussione guidata di articoli scientifici, con assegnazione preventiva delle letture. La discussione è impostata sulla valutazione del disegno di ricerca e della solidità delle conclusioni, non soltanto sul contenuto dei risultati.
    Gli articoli discussi a lezione comprendono le letture obbligatorie ma non si limitano a esse: la discussione in aula ha finalità formative e non estende il programma d'esame, che è quello pubblicato all'inizio del corso ai sensi del campo "Testi di riferimento".
    Esercitazioni sulla soluzione di problemi di scelta: lotterie e utilità attesa, sconto temporale, giochi elementari, conversione di informazioni probabilistiche in frequenze naturali.
    Attività di laboratorio presso il Laboratorio di Economia comportamentale e Neuroeconomia. Comprendono: replicazione in aula di esperimenti classici (effetto dotazione, gioco dell'ultimatum e del dittatore, gioco della fiducia, inversioni di preferenza, effetti di framing, aste) con debriefing e analisi quantitativa dei dati raccolti; dimostrazione di paradigmi di misurazione del processo decisionale, fra cui il tracciamento del movimento del mouse nelle scelte intertemporali, che consente di stimare l'attrazione esercitata dall'alternativa non scelta; dimostrazione di misure psicofisiologiche impiegate nella ricerca su decisione e regolazione (conduttanza cutanea, temperatura periferica) e discussione dei loro limiti interpretativi.
    Esercizio di pre-registrazione: formulazione di ipotesi, disegno, numerosità campionaria e criteri di analisi prima della raccolta dei dati, con discussione in aula.
    È prevista, su base facoltativa, la realizzazione di un breve lavoro applicativo, individuale o in coppia, consistente nel disegno di un intervento di architettura delle scelte in un contesto organizzativo oppure nella progettazione di un esperimento comportamentale, da presentare e discutere in aula.
    Il lavoro applicativo può essere presentato in aula oppure, per chi non frequenta, consegnato in forma scritta e discusso in sede d'esame.
     
  • Modalità di verifica dell'apprendimento:
    La verifica della preparazione degli studenti avverrà tramite colloquio. Il voto finale sarà espresso in trentesimi. Gli argomenti oggetto d'esame rifletteranno quelli trattati durante l'insegnamento e presenti nel programma.
    Il colloquio è articolato, in norma, in tre domande, volte ad accertare rispettivamente: la padronanza dell'apparato concettuale e formale dei modelli di scelta e delle loro violazioni documentate (D1); la capacità di valutare criticamente un contributo fra quelli in programma (D1, D3); la capacità di applicare i modelli a un caso di decisione economica individuale, finanziaria o organizzativa proposto dal docente, esplicitando assunti e incertezza residua (D2, D4). La proprietà di linguaggio e la capacità di argomentazione concorrono alla valutazione (D4).
    Gli studenti e le studentesse con disabilità, DSA o altri bisogni educativi speciali possono usufruire di un trattamento individualizzato in sede di esame, nel rispetto della normativa e di quanto previsto nella Carta dei Servizi di Ateneo (https://www.unich.it/sites/default/files/2024-02/carta_dei_servizi_0.pdf), previa intesa con il docente della materia. Per richiedere le misure compensative e dispensative è necessario afferire al Servizio CON_TE_STO seguendo la procedura indicata nella Carta dei Servizi.
    Si invitano gli studenti e le studentesse a prendere contatti con la/il docente durante lo svolgimento delle lezioni, o comunque con largo anticipo rispetto alla data dell'appello, per conoscere le modalità d'esame e le misure che sono accettate.
    Per essere orientati e indirizzati ai diversi servizi offerti dall'Ateneo è possibile contattare il Docente Referente del Dipartimento: Prof. Mirco Fasolo, mirco.fasolo@unich.it.
     
  • Obiettivi Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile:
    Il corso concorre a diversi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite. I collegamenti indicati corrispondono a contenuti effettivamente erogati e riscontrabili nel programma esteso e nei testi di riferimento.
    Obiettivo 5 – Parità di genere. Il Modulo 12 è integralmente dedicato alle differenze di genere nelle decisioni economiche e finanziarie, con impianto fondato sull'evidenza economica: differenze in avversione al rischio ed eccessiva sicurezza rilevate su dati amministrativi di trading e in esperimenti incentivati, con discussione dell'entità degli effetti e della loro variabilità fra contesti; avversione alla competizione e autoselezione nei percorsi professionali; comportamenti di negoziazione e conseguenze retributive cumulate; effetti documentati delle procedure di selezione e valutazione (valutazione congiunta e separata, procedure "cieche", audit studies) sugli esiti occupazionali; divario di genere nell'alfabetizzazione finanziaria e nelle scelte previdenziali. Affronta inoltre identità sociale, categorizzazione e stereotipo distinguendo ciò che l'evidenza documenta da ciò che non documenta: le misure di associazione implicita e la minaccia dello stereotipo sono trattate come caso di studio sulla cautela probatoria. Il modulo dispone di una lettura obbligatoria dedicata, di materiali d'esame a cura del docente e di ulteriori letture a scelta. Il tema è richiamato nel Modulo 9 per selezione, valutazione della performance e retribuzioni. L'esito atteso è la capacità di riconoscere i meccanismi decisionali che producono disparità di trattamento a parità di merito e di valutarne, con criteri probatori espliciti, i correttivi organizzativi.
    Obiettivo 8 – Lavoro dignitoso e crescita economica. I moduli su fiducia e cooperazione e su decisioni organizzative analizzano gli effetti dell'equità percepita, della cultura dell'errore e del disegno di contratti e incentivi sulla qualità delle decisioni e sulla produttività, incluso il costo organizzativo delle decisioni difensive e gli effetti indesiderati di sistemi di obiettivi mal progettati.
    Obiettivo 10 – Ridurre le disuguaglianze. Lo studio dell'alfabetizzazione finanziaria, delle decisioni di indebitamento e degli effetti dell'incertezza sulla qualità delle scelte consente di analizzare i meccanismi per cui condizioni di partenza svantaggiate tendono a riprodursi. Il Modulo 11 esamina l'impiego delle opzioni predefinite nelle politiche di inclusione finanziaria e previdenziale, valutandone l'efficacia sull'evidenza disponibile e non sulle intenzioni dichiarate.
    Obiettivo 12 – Consumo e produzione responsabili. La comprensione dei processi di attribuzione di valore e delle tecniche di architettura delle scelte fornisce gli strumenti per analizzare la formazione delle decisioni di consumo e per valutare criticamente le pratiche manipolative, distinguendo la spinta gentile dalla manipolazione.
    Obiettivo 13 – Lotta contro il cambiamento climatico. L'analisi dello sconto temporale, dell'incoerenza dinamica delle preferenze, degli eventi rari e della differenza fra rischio calcolabile e incertezza fornisce le categorie per comprendere perché le decisioni con costi immediati e benefici differiti e incerti risultino sistematicamente sfavorite, e quali dispositivi di impegno possano sostenerle.
    Gli Obiettivi 3 (Salute e benessere) e 4 (Istruzione di qualità) sono richiamati in relazione, rispettivamente, ai problemi di autocontrollo e sovraindebitamento e all'alfabetizzazione al rischio.
     
  • Altre Informazioni:
    I materiali didattici (diapositive delle lezioni, letture obbligatorie e integrative, materiali delle attività di laboratorio, elenco definitivo delle letture d'esame) sono resi disponibili sulla piattaforma didattica di Ateneo a partire dall'inizio del corso.
    Il corso adotta un criterio dichiarato di trattamento dell'evidenza: ogni risultato empirico presentato a lezione è accompagnato dall'indicazione della numerosità e della natura del campione, della dimensione dell'effetto quando disponibile, dello stato replicativo e della distinzione fra evidenza correlazionale e causale. I risultati la cui replicabilità è oggi controversa vengono presentati come tali e non utilizzati come premesse argomentative.
    Gli orari di ricevimento sono pubblicati sulla pagina web del corso di laurea; è possibile concordare incontri anche in modalità telematica.
    La frequenza non è obbligatoria. Gli studenti e le studentesse non frequentanti sono invitati a contattare il docente all'inizio del corso per le indicazioni sui materiali e sulle modalità di preparazione.
     

Il corso esamina i principali contributi teorici ed empirici dell'economia e finanza comportamentale, mettendo in discussione l'assunto di razionalità illimitata degli agenti economici previsto dai modelli economici tradizionali. Il punto di partenza è il modello di scelta razionale nella sua funzione di benchmark normativo (coerenza delle preferenze, utilità attesa, sconto esponenziale); l'oggetto del corso sono le violazioni sistematiche di quel benchmark e le loro conseguenze misurabili sulle decisioni di individui, imprese e mercati.
L'impianto interpretativo adottato è quello della razionalità ecologica. Il programma classico di ricerca su euristiche e bias (Kahneman, Tversky) viene trattato per intero come corpo di evidenza; la razionalità ecologica ne costituisce la cornice organizzativa, secondo cui le euristiche sono strategie adattive la cui efficacia dipende dalla struttura dell'ambiente e i cosiddetti bias sono esiti di un disallineamento fra strategia e ambiente più che difetti del ragionamento.
Entro questa cornice gli altri apparati teorici impiegati nel corso hanno ruoli distinti e dichiarati, che gli studenti sono tenuti a riconoscere: la Teoria dei Prospetti è utilizzata come modello formale della valutazione, di cui si esamina che cosa modifichi e che cosa conservi del modello standard; la teoria bisistemica è oggetto di esame critico e non cornice di riferimento; il quadro del cervello predittivo fornisce il substrato meccanicistico che la razionalità ecologica, nella sua formulazione originaria, non specifica.
Il corso richiede inoltre di distinguere sistematicamente fra spiegazioni prossime (quale meccanismo cognitivo produce il comportamento) e spiegazioni ultime (perché quel meccanismo esista) e di riconoscere quale livello di spiegazione è in gioco in ciascuna argomentazione, tenendo presente che i due livelli non sono alternativi.
Temi trattati:
• Scarsità, costo opportunità e costi figurativi; preferenze, utilità e coerenza; utilità attesa e avversione al rischio.
• Il metodo dell'economia comportamentale: esperimento di laboratorio, esperimento di campo, A/B testing nelle organizzazioni; dimensione degli effetti, potenza statistica, pre-registrazione, crisi di replicabilità, generalizzabilità dei campioni.
• Razionalità limitata e satisficing (Simon); euristiche e bias; razionalità ecologica, euristiche frugali, less is more; formati di rappresentazione del rischio e frequenze naturali.
• La distinzione fra certezza, rischio e ambiguità/incertezza, trattate come un'unica categoria; la distinzione bipartita di Knight e la sua collocazione entro tale tripartizione; paradossi di Allais e di Ellsberg; avversione all'ambiguità; ambienti VUCA; eventi rari e a coda pesante; cenni al problema dell'ergodicità e alla differenza fra media d'insieme e media temporale.
• Pensiero associativo e attribuzione di valore; Teoria dei Prospetti, dipendenza dal punto di riferimento, avversione alle perdite, ponderazione delle probabilità; effetto dotazione, framing, inversioni di preferenza; contabilità mentale.
• Scelta intertemporale, sconto iperbolico, present bias, dispositivi di impegno.
• Il cervello predittivo come quadro esplicativo e i metodi della neuroeconomia: codifica del valore soggettivo, errore di predizione, correlati dell'avversione alle perdite e dello sconto temporale, misure psicofisiologiche; limiti inferenziali.
• Paura, fiducia e cooperazione nelle organizzazioni: giochi dell'ultimatum, del dittatore, della fiducia e dei beni pubblici; equità e reciprocità; allineamento valoriale e sue conseguenze organizzative.
• Decisioni economiche in ambito organizzativo: overconfidence manageriale e investimenti, costi sommersi, budgeting e previsioni, sistemi di incentivazione, politiche di prezzo, decisioni difensive, architettura delle scelte interna, debiasing.
• Elementi essenziali di finanza comportamentale: efficienza dei mercati ed evidenza contraria, limiti all'arbitraggio, regolarità nel comportamento degli investitori, sentiment e bolle, alfabetizzazione finanziaria.
• Nudging e architettura delle scelte, con esame critico della base probatoria.
• Differenze di genere nelle decisioni economiche e finanziarie.
Ove opportuno vengono resi espliciti i raccordi con i temi psicologici di riferimento - punti di riferimento e processi di adattamento, sconto temporale e autoregolazione, percezione e comunicazione del rischio, identità sociale e categorizzazione - mantenendo il fuoco analitico sull'oggetto economico della scelta e sulle sue conseguenze osservabili.

Modulo 1 – Scarsità, costo opportunità e il modello di scelta razionale
• Scarsità delle risorse e costo opportunità; i costi figurativi e la loro sistematica omissione nelle decisioni reali
• Preferenze, utilità e coerenza; la scelta in condizioni di certezza
• Utilità attesa e avversione al rischio: la teoria di Bernoulli
• Che cosa significa "razionalità" in economia: razionalità come coerenza e razionalità come processo
• Cenni alla teoria economica e finanziaria "ortodossa" e all'ipotesi di efficienza dei mercati

Modulo 2 – Il metodo dell'economia comportamentale
• L'approccio descrittivo e il ruolo del benchmark normativo
• Esperimento di laboratorio, esperimento di campo, A/B testing nelle organizzazioni; validità interna ed esterna
• Dimensione dell'effetto, potenza statistica, pre-registrazione, replicazione diretta e concettuale
• Bias di pubblicazione e sue correzioni; composizione e generalizzabilità dei campioni
• Evidenza correlazionale ed evidenza causale: che cosa autorizza a dire un dato risultato

Modulo 3 – Razionalità limitata, euristiche e razionalità ecologica
• Herbert Simon: razionalità limitata, satisficing e decisioni nelle organizzazioni
• La teoria bisistemica come cornice interpretativa: usi e limiti nel discorso economico
• Spiegazione prossima e spiegazione ultima: perché lo stesso comportamento ammette due letture non alternative
• Giudizi di probabilità: rappresentatività, legge dei piccoli numeri, negligenza delle probabilità di base, conjunction fallacy
• Regressione verso la media, e sua conseguenza sistematica sulla valutazione degli incentivi e delle sanzioni nelle organizzazioni (raccordo: ripresa nel Modulo 9)
• Ancoraggio e disponibilità: effetti su prezzi di riserva, stime di valore e previsioni
• Eccessiva sicurezza: calibrazione, illusione di validità, illusione della comprensione, visione esterna
• Razionalità ecologica: euristiche frugali, less is more, corrispondenza fra strategia e struttura dell'ambiente; la regola 1/N e le sue prestazioni
• Formati di rappresentazione del rischio: frequenze naturali, rischi assoluti e relativi, alfabetizzazione al rischio

Modulo 4 – Rischio, ambiguità e incertezza
• La tripartizione certezza – rischio – ambiguità/incertezza, dove ambiguità e incertezza costituiscono un'unica categoria; la distinzione bipartita di Knight e la sua collocazione entro tale tripartizione
• Violazioni dell'utilità attesa: il paradosso di Allais
• Il problema di Ellsberg e l'avversione all'ambiguità
• I due errori più costosi: trattare il rischio come certezza e, soprattutto, trattare l'incertezza come rischio; cenno all'errore simmetrico di trattare come incertezza ciò che è rischio calcolabile, con i suoi costi di paralisi e sovra-copertura
• Ambienti VUCA; eventi rari e distribuzioni a coda pesante; fragilità e antifragilità delle strategie
• Cenni al problema dell'ergodicità: media d'insieme e media temporale, singola traiettoria irreversibile, implicazioni per la valutazione delle scelte ripetute
• Perché gli strumenti che funzionano in condizioni di rischio calcolabile non si trasferiscono automaticamente all'incertezza

Modulo 5 – Pensiero associativo, attribuzione di valore e Teoria dei Prospetti
• Pensiero associativo e attribuzione di valore; il valore come costruzione dipendente dal contesto
• La Teoria dei Prospetti: funzione di valore, dipendenza dal punto di riferimento, avversione alle perdite, funzione di ponderazione delle probabilità
• Lo schema a quattro celle; eventi a bassa probabilità; assicurazione e lotterie
• Effetto dotazione, effetto status quo, avversione alle perdite miope
• Frame e realtà: effetti di formulazione, inversioni di preferenza, valutazione congiunta e valutazione separata
• La contabilità mentale; politiche del rischio e aggregazione delle decisioni ripetute
• Che cosa la Teoria dei Prospetti modifica del modello standard e che cosa invece conserva

Modulo 6 – Scelta intertemporale e autocontrollo
• Sconto esponenziale e sconto iperbolico; present bias
• Effetto di magnitudine, effetto di segno, asimmetria fra ritardo e anticipazione
• Preferenze dinamicamente incoerenti e dispositivi di impegno
• Applicazioni: risparmio, indebitamento, previdenza complementare
• Raccordo: sconto temporale e autoregolazione; misure comportamentali e implicite della preferenza temporale

Modulo 7 – Il cervello predittivo e i metodi della neuroeconomia
• Il cervello come sistema predittivo: minimizzazione dell'errore di predizione e dell'incertezza attesa
• Perché un sistema predittivo preferisce contesti a bassa ambiguità: una lettura dell'avversione all'ambiguità
• Codifica del valore soggettivo e segnale di errore di predizione della ricompensa
• Correlati dell'avversione alle perdite e della scelta in condizioni di rischio e ambiguità
• Correlati dello sconto temporale; interocezione e regolazione nelle decisioni economiche
• Che cosa la neuroeconomia può e non può stabilire: inferenza inversa, potenza statistica, dimensione dei campioni, generalizzabilità

Modulo 8 – Paura, fiducia e cooperazione nelle organizzazioni
• La paura come sistema di risposta adattivo e l'asimmetria di peso degli eventi negativi; perché un sistema ben calibrato per ambienti ancestrali può risultare disallineato in contesti organizzativi
• Paura e comportamento prudenziale: dalla protezione individuale al costo collettivo (raccordo: decisioni difensive nel Modulo 9)
• Cenni di teoria dei giochi: strategie dominanti ed equilibrio
• Gioco dell'ultimatum, del dittatore, dei beni pubblici; equità, reciprocità e avversione all'iniquità
• Il gioco della fiducia: paradigma sperimentale, risultati e loro interpretazione; correlati biologici della fiducia e stato dell'evidenza
• Applicazioni: retribuzioni, contratti incompleti, reciprocità nel rapporto di lavoro
• Fiducia, sicurezza psicologica e cultura dell'errore come determinanti della qualità delle decisioni organizzative
• Allineamento valoriale: definizione, misurazione quantitativa e conseguenze organizzative

Modulo 9 – Decisioni economiche in ambito organizzativo
• Decisioni di investimento e overconfidence manageriale
• Costi sommersi ed escalation dell'impegno nelle decisioni aziendali
• Decisioni difensive: definizione, frequenza per livello gerarchico, determinanti organizzative e costo per l'impresa
• Budgeting e previsioni: ancoraggio, ottimismo pianificatorio, gaming degli obiettivi
• Sistemi di incentivazione: framing delle perdite, obiettivi e soglie, effetti indesiderati; l'illusione dell'efficacia della sanzione come artefatto della regressione verso la media
• Politiche di prezzo e percezione del valore: prezzi di riferimento, effetto esca, gratuità
• Selezione dei fornitori e ricorso a consulenza esterna: quando la scelta risponde all'interesse dell'impresa e quando alla protezione del decisore
• Euristiche come strategie manageriali adattive in ambienti incerti
• Architettura delle scelte all'interno dell'organizzazione e procedure di supporto alla decisione: checklist, premortem, valutazione congiunta delle alternative. Coerentemente con l'impianto del corso, l'intervento è diretto all'ambiente decisionale e alle competenze del decisore, non alla "correzione" del decisore stesso (raccordo: debiasing e boosting nel Modulo 11)

Modulo 10 – Elementi essenziali di finanza comportamentale
• Efficienza dei mercati: enunciato, forme, evidenze empiriche e anomalie
• Limiti all'arbitraggio e ruolo dei noise traders
• Comportamento degli investitori individuali: eccesso di operatività, disposition effect, home bias, effetti dell'attenzione
• Sentiment, imitazione, bolle ed euforia irrazionale; perché il comportamento del singolo partecipante può essere difendibile e l'esito aggregato no
• Alfabetizzazione finanziaria e qualità delle decisioni di investimento

Modulo 11 – Nudging, architettura delle scelte e limiti dell'evidenza
• Architettura delle scelte, opzioni predefinite, paternalismo libertario
• L'evidenza sull'efficacia del nudging: meta-analisi, bias di pubblicazione, confronto fra risultati accademici e risultati delle unità governative su larga scala
• Sludge, effetti di equilibrio, questioni etiche e di trasparenza
• Debiasing e boosting come programmi distinti e in parte alternativi: correggere l'esito di una decisione o accrescere la competenza di chi decide; perché la premessa ecologica adottata dal corso orienta verso il secondo

Modulo 12 – Differenze di genere nelle decisioni economiche e finanziarie
• Differenze di genere in avversione al rischio ed eccessiva sicurezza: evidenza sperimentale e su dati amministrativi di trading; entità degli effetti e loro variabilità fra contesti
• Avversione alla competizione e autoselezione nei percorsi professionali e retributivi
• Comportamenti di negoziazione e ask gap; conseguenze retributive cumulate
• Procedure di selezione e valutazione: valutazione congiunta e separata, procedure "cieche", audit studies e loro disegno
• Divario di genere nell'alfabetizzazione finanziaria e nelle scelte previdenziali
• Identità sociale, categorizzazione e stereotipo come dispositivo predittivo: quali conseguenze economiche sono documentate e quali no. Le misure di associazione implicita e la nozione di minaccia dello stereotipo sono discusse come caso di studio sulla cautela probatoria (validità predittiva, affidabilità, stato replicativo) e non impiegate come base argomentativa
• Implicazioni per il disegno organizzativo e per le politiche aziendali

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