• Edizioni di altri A.A.:
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  • Lingua Insegnamento:

    ITALIANO

     
  • Testi di riferimento:

    Testo principale Michael Howlett, Designing Public Policies. Principles and Instruments, terza edizione, Routledge, 2024. Le letture H indicate nel programma si riferiscono a questa edizione e ai numeri dei capitoli.
    Approfondimenti Bruno Dente, Understanding Policy Decisions, Springer, 2014. Le letture D si riferiscono alle sezioni di questa edizione. Le decisioni di policy. Come si prendono, come si studiano, Il Mulino, 2011, costituisce l’alternativa italiana; la corrispondenza delle sezioni va concordata con il docente.
    H indica le letture obbligatorie da Howlett. D indica approfondimenti mirati da Dente.

     
  • Obiettivi formativi:

    • Distinguere problema collettivo, obiettivo, decisione, strumento e risultato di una politica pubblica.
    • Ricostruire la relazione fra obiettivi, strumenti, meccanismi causali e comportamenti dei destinatari.
    • Identificare attori, interessi, risorse, ruoli e ostacoli in un processo decisionale.
    • Confrontare strumenti e combinazioni di strumenti rispetto a efficacia, distribuzione degli effetti e capacità di attuazione.
    • Distinguere validità giuridica, fattibilità politica e amministrativa ed efficacia di una politica.
    • Argomentare una strategia di innovazione, esplicitando alternative, limiti, incertezze e criteri di valutazione.

     
  • Metodi didattici:

    Organizzazione e valutazione
    Ogni settimana comprende tre incontri di 3, 2 e 3 ore: 8 ore settimanali per 6 settimane. Lettura, preparazione delle presentazioni e delle prove si svolgono fuori dalle ore di lezione.
    Le spiegazioni, le discussioni, le consegne e la valutazione sono in italiano. Il testo principale e parte dei materiali integrativi sono in inglese; il corso accompagna la lettura con spiegazioni e un glossario dei concetti essenziali. Sono utili conoscenze di base delle istituzioni pubbliche e del ragionamento giuridico.
    Metodo didattico
    In genere, le lezioni partono da una spiegazione dei concetti, passano a un esempio e includono attività guidate su Moodle che consentono di verificare la comprensione e ricevere feedback.

     
  • Modalità di verifica dell'apprendimento:

    Valutazione mista
    Componente Peso Consegna e collocazione
    Partecipazione 10% Contributi preparati, ascolto e argomentazione nelle esercitazioni. Conta la qualità, non la sola frequenza degli interventi.
    Analisi individuale di caso 20% 2.000 parole: problema, attori, confronto fra due risposte e condizioni di attuazione. Dopo la lezione 10.
    Presentazione di gruppo 20% 12 minuti di presentazione e 8 di domande. Proposta motivata e discussione di un’obiezione. Lezioni 11–16.
    Test finale a risposta multipla 50% 40 domande in 60 minuti, con quattro opzioni e una sola risposta corretta. Quesiti concettuali e brevi scenari. Dopo il corso, fuori dalle 48 ore.
    Per la partecipazione, l’analisi di caso e la presentazione: precisione concettuale, ricostruzione causale, qualità delle fonti, confronto delle alternative e chiarezza dell’argomentazione. Per i lavori di gruppo si considera anche la risposta alle domande. Quando si analizzano norme o casi reali, occorre indicare l’ordinamento, il periodo e le fonti. Le scadenze e le modalità per gli studenti non frequentanti saranno definite nel calendario ufficiale.
    Il test finale comprende 10 quesiti sui fondamenti e sui processi, 10 sulle famiglie di strumenti, 10 su combinazioni, capacità e rischi, e 10 di applicazione a brevi scenari. Ogni risposta corretta vale 1 punto; risposte errate o omesse valgono 0, senza penalità. Il punteggio del test rappresenta il 50% del voto complessivo. Le esercitazioni su Moodle preparano anche a questo formato. Le specifiche del test costituiscono la proposta del syllabus, da recepire nelle modalità ufficiali d’esame.

     
  • Obiettivi Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile:

    Questo insegnamento concorre alla realizzazione degli obiettivi ONU dell'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile

     

Il corso studia come vengono progettate, adottate e attuate le politiche pubbliche e quale ruolo svolge il diritto in tali processi. Una proposta può essere tecnicamente convincente e incontrare ostacoli decisionali; una decisione formalmente valida può produrre risultati diversi da quelli attesi. Il percorso collega la scelta degli strumenti alle condizioni politiche, istituzionali e organizzative che ne rendono possibile l’impiego e ne influenzano gli effetti.
La struttura portante è “Designing Public Policies” di Michael Howlett. Si procede dai concetti del policy design ai meccanismi di comportamento, alla formulazione delle alternative e ai sistemi di consulenza, per poi arrivare agli strumenti organizzativi, autoritativi, finanziari e informativi. Le ultime lezioni affrontano le combinazioni di strumenti, i rischi, le capacità e l’adattamento nel tempo. L’analisi di attori, risorse, interazioni e strategie integra questa prospettiva.

Settimana 1 Fondamenti del policy design
Lezione 1 Politiche pubbliche diritto e progettazione
H capp. 1 e 3, sezioni What is public policy e What is policy design.
Problema collettivo, obiettivi e strumenti; efficacia e incertezza. Il diritto come fonte di poteri, vincoli e garanzie e come strumento di intervento. Distinzione fra atto giuridico, processo decisionale e politica pubblica.
Risultato atteso Distinguere una norma dalla politica di cui fa parte e formulare un obiettivo verificabile.
Lezione 2 Governance e contesto istituzionale
H cap. 2.
Globalizzazione, governance e reti; rapporti fra livelli di governo e fra soggetti pubblici e privati. Competenze formali, dipendenze organizzative e disponibilità di risorse.
Risultato atteso Spiegare come il contesto modifica le opzioni di progettazione.
Lezione 3 Modelli decisionali e limiti della progettazione
H cap. 3, completamento. D §§ 1.4–1.5.
Modello razionale, razionalità limitata, incrementalismo e garbage can. Design e non-design; pluralismo e modalità di progettazione. Il ciclo di policy come strumento analitico.
Risultato atteso Confrontare modelli decisionali senza assumere che le politiche seguano sempre una sequenza lineare.
Settimana 2 Meccanismi formulazione e attori
Lezione 4 Cambiamento delle politiche e combinazioni di strumenti
H cap. 4.
Sostituzione, ricalibrazione, layering, patching e packaging. Obiettivi e strumenti ereditati; coerenza, consistenza e congruenza. Riforma delle regole e trasformazione della politica.
Risultato atteso Riconoscere il tipo di cambiamento e individuare una contraddizione nel disegno.
Lezione 5 Comportamenti dei destinatari e meccanismi causali
H cap. 5.
Conformità, deterrenza e presupposti comportamentali; meccanismi individuali, di gruppo e di sistema. Collegare strumenti, destinatari ed effetti; ruolo di sperimentazioni e progetti pilota.
Risultato atteso Esplicitare perché uno strumento dovrebbe modificare il comportamento atteso.
Lezione 6 Formulazione delle alternative e laboratorio sugli attori
H cap. 6. D §§ 2.1–2.6.
Formulazione in condizioni di incertezza; scenari, prototipi e valutazione preliminare. Attori, obiettivi di contenuto e di processo, risorse e ruoli.
Risultato atteso: produrre una mappa degli attori e motivare una scelta, distinguendo evidenze e ipotesi.
 
Settimana 3 Consulenza e strumenti organizzativi
Lezione 7 Conoscenza esperti e sistemi di consulenza
H cap. 7. D § 2.7.
Sistemi di consulenza e organizzazione dell’expertise; comunità epistemiche, coalizioni e comunità legate agli strumenti. Reti decisionali, complessità e densità; conoscenza e legittimazione.
Risultato atteso: valutare come la posizione degli esperti influenzi la formulazione delle alternative.
Lezione 8 Dagli strumenti alle combinazioni di strumenti
H cap. 8.
Tassonomia degli strumenti e delle risorse di governo: strumenti sostanziali e procedurali. Complementarità e conflitti fra strumenti; strumenti che incidono sul processo e strumenti che agiscono sui destinatari.
Risultato atteso Classificare strumenti e spiegare una complementarità e un conflitto.
Lezione 9 Organizzazione e gestione delle interazioni
H cap. 9. D §§ 4.2–4.4.
Intervento diretto, forme ibride, co-produzione e gestione delle reti. Confronto, negoziazione e problem solving. Rapporti tra regole formali e interazioni effettive.
Risultato atteso Collegare un assetto organizzativo a un problema di coordinamento e motivare il metodo di interazione.
Settimana 4 Autorità risorse finanziarie e informazione
Lezione 10 Strumenti autoritativi e regolazione
H cap. 10. D § 2.3.3.
Leggi e regolazione diretta o indiretta; organismi indipendenti, autoregolazione, certificazione e strumenti procedurali. Risorse legali, poteri, destinatari, controllo e conformità.
Risultato atteso Valutare le condizioni di impiego di uno strumento autoritativo e i suoi limiti di attuazione.
Lezione 11 Strumenti finanziari e distribuzione dei costi
H cap. 11. D §§ 3.1–3.3.
Trasferimenti, imposte, agevolazioni e impieghi procedurali delle risorse finanziarie. Costi e benefici concentrati o diffusi, intensità delle preferenze e conflitto.
Risultato atteso: spiegare come una misura finanziaria modifica gli incentivi e il sostegno alla decisione.
Lezione 12 Strumenti informativi e trasparenza
H cap. 12.
Raccolta e diffusione dell’informazione; strumenti informativi sostanziali e procedurali. Informazione, accesso e limiti della persuasione; trasparenza del processo.
Risultato atteso: distinguere, informare i destinatari e organizzare la conoscenza e la partecipazione al processo.
Settimana 5 Valutazione dei disegni e fattibilità decisionale
Lezione 13 Stili di policy e trasformazione degli strumenti
H cap. 13. D §§ 5.1–5.2.
Continuità e cambiamento negli stili di policy; intervento diretto e indiretto, partecipazione e nuovi strumenti. Contesto cognitivo, economico e istituzionale; dipendenza dal percorso.
Risultato atteso Spiegare perché una soluzione non è automaticamente trasferibile fra contesti.
Lezione 14 Valutare la qualità di un disegno
H cap. 14, sezioni sui caratteri degli strumenti e delle loro combinazioni.
Successo e fallimento; proporzionalità, parsimonia e sequenziamento. Coerenza fra obiettivi, consistenza fra strumenti e congruenza fra obiettivi e strumenti; effetti distributivi e complementari.
Risultato atteso: formulare un giudizio argomentato sul disegno, senza confondere approvazione ed efficacia.
Lezione 15 Capacità e strategie per l’innovazione
H cap. 14, sezioni sul contesto e sulla progettazione nel tempo. D §§ 6.1–6.4.
Capacità di policy, adeguatezza al contesto, robustezza e adattabilità. Coalizioni, distribuzione delle risorse, trasformazione degli stakeholder e delle reti, istituzionalizzazione e tempistica.
Risultato atteso: proporre una strategia fattibile e identificarne costi, condizioni e rischi.
Settimana 6 Rischi adattamento e sintesi
Lezione 16 Il lato oscuro della progettazione
H cap. 15. D § 6.5.
Comportamenti opportunistici dei decisori e dei destinatari; rischi di cattura, elusione e volatilità. Strumenti procedurali e garanzie; tensioni fra efficacia, responsabilità e legittimità.
Risultato atteso Individuare un rischio di comportamento avverso e motivare un correttivo proporzionato.
Lezione 17 Progettare nel tempo e apprendere dai risultati
H cap. 16; ripresa mirata dei capp. 5 e 14.
Capacità, leadership e adattamento nello spazio e nel tempo. Monitoraggio, apprendimento e revisione della politica. Indicatori di attività, prodotti ed esiti; limiti delle inferenze causali.
Risultato atteso: indicare quali evidenze consentono di rivedere gli strumenti e la strategia senza attribuire ogni cambiamento alla politica.
Lezione 18 Simulazione integrata e sintesi del corso
H ripasso dei capp. 3, 8, 14–16. D ripasso del cap. 6.
Integrare problema, strumenti, attori, diritto, capacità e risultati. Distinguere la qualità del disegno, la fattibilità della decisione e l’efficacia dell’attuazione.
Risultato atteso Difendere una proposta motivata, riconoscerne i limiti e spiegare come adattarla a nuove informazioni.

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